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Il card. Bozanić ha consacrato l'altare nella chiesa di San Biagio



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«Ungeremo questo altare, e in questo modo indicheremo che Dio sceglie il centro in questa bella e antica chiesa parrocchiale di san Biagio, affinché su di esso di celebri con regolarità l'Eucaristia. Anche noi siamo unti, affinché diventiamo altare per Dio, affinché come fratelli e sorelle presentiamo con la nostra vita un sacrificio spirituale gradito a Dio.

Mentre officiamo questa celebrazione, pensiamo al fatto che siamo noi questi altari dai quali viene offerto il profumo», ha detto l'arcivescovo di Zagabria, cardinal Josip Bozanić il 1° febbraio, nel corso della celebrazione eucaristica in occasione della Giornata della vita, quando ha consacrato il nuovo altare e il nuovo ambone nel presbiterio della chiesa parrocchiale di San Biagio a Zagabria, sottoposti a lavori di rifacimento.


 
A questa celebrazione della consacrazione dell'altare hanno partecipato numerosi parrocchiani di questa parrocchia della Città Bassa, nonché gli artisti che hanno contribuito al rimodellamento dell'area liturgica. Insieme al cardinal Bozanić hanno concelebrato dieci sacerdoti, tra i quali vi era il decano e parroco locale, mons. Zvonimir Sekelj.

Nel suo saluto, egli ha posto l’accento sulla natura speciale di questo giorno e della consacrazione dell'altare, nel quale «è stata incastonata la cultura dello spirito attraverso il progetto dell'architetto Viktor Kovačić, nella realizzazione dei giorni nostri dell'architetto Željko Kovačić affinché l'area sacra ottenesse, nel suo aspetto, una degna rappresentazione della sacralità».

Dopo la Liturgia della Parola, la funzione solenne di consacrazione dell'altare ha preso avvio con il canto delle Litanie dei santi, per poi proseguire con l'incastonamento delle reliquie del beato Alojzije Stepinac nell'altare. In seguito il cardinal Bozanić ha unto l'altare con l'Olio del Crisma e l’ha incensato.

Attraverso le parole della preghiera di consacrazione, l'altare di pietra è diventato il centro del luogo di incontro della comunità, segno di Cristo e tavola del giorno di festa, luogo dell'intima comunione e della pace, fonte dell'unità della Chiesa e di concordia fraterna. I membri attivi della parrocchia, i membri del Consiglio pastorale e di quello per gli affari economici, nonché quelli dei gruppi attivi in parrocchia e una suora della Congregazione delle Suore di Nostra Signora, hanno ornato l'altare sul quale, per la prima volta, è stata celebrata la Liturgia eucaristica.


 
Riferendosi alle letture della domenica, e spiegando il rito della consacrazione dell'altare, il cardinal Bozanić ha detto ai fedeli che l'altare ha un posto centrale nella chiesa. Attorno a esso ci raccogliamo, giungiamo all'altare e da esso partiamo, nutriti affinché possiamo vivere come cristiani. Non saremo cristiani, non saremmo fedeli di Cristo se non vi fosse l'altare, attraverso l'altare diventiamo ciò che siamo, ha affermato il cardinal Bozanić, esprimendo la gioia per il fatto di poter consacrare l'altare nell'anno in cui la parrocchia di san Biagio celebra cento anni della sua esistenza.

Un momento significativo è stato la firma della pergamena al termine della celebrazione eucaristica, il cui contenuto è stato letto ai fedeli da un figlio della parrocchia, il padre carmelitano Dario Tokić. E’ seguita una parola di ringraziamento, che nel quadro della Giornata della vita è stata rivolta al cardinale dalla famiglia Jukić - i coniugi Alojzije e Lidija con quattro figli maschi.


 
L'altare consacrato è parte dei lavori complessivi di risistemazione dell'area del presbiterio della chiesa di san Biagio iniziati nel giugno 2014, giacché l'interno della chiesa non è mai stato terminato. Per sei mesi, secondo il progetto dell'architetto Željko Kovačić e sotto la sua direzione, oltre che l'altare e l'ambone sono stati realizzate le vetrate, posti dei mosaici, ritoccati gli apostoli, dipinto il Cristo Pantocratore, così da sistemare il presbiterio nella sua interezza, lavori ai quali hanno partecipato numerosi artisti dell'Accademia delle belle arti di Zagabria.
 
 

Ivan Tašev
Fotografie: Jure i Vlado Badrov
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