Cardinale Bozanić: Siamo eredi del dono di Stepinac e dei frutti che sono nati da tale dono!

20.2.2017.



Venerdì 10 febbraio 2017, in occasione della festa del beato Alojzije Stepinac, l’arcivescovo di Zagabria, cardinale Josip Bozanić, ha presieduto una solenne celebrazione eucaristica nella cattedrale di Zagabria.
 
Con il cardinale Bozanić hanno concelebrato il Nunzio Apostolico presso la Repubblica di Croazia, arcivescovo Alessandro d’Errico, l’arcivescovo di Zara e presidente della Conferenza Episcopale Croata, mons. Želimir Puljić, l’arcivescovo emerito di Đakovo-Osijek, mons. Marin Srakić, il vescovo di Sisak, mons. Vlado Košić, il vladika di Križevci mons. Nikola Kekić, il vescovo di Bjelovar-Križevci, mons. Vjekoslav Huzjak, il vescovo di Gospić-Senj, mons. Zdenko Križić, i vescovi ausiliari di Zagabria, mons. Valentin Pozaić, mons. Ivan Šaško e mons. Mijo Gorski, padri provinciali e più di centoventi sacerdoti.
 
Ricordando gli ultimi momenti della vita del beato Alojzije Stepinac, nei quali si sono manifestati il suo totale abbandono alla volontà di Dio e la sua intrepida speranza fondata sulla fiducia in Dio, all’inizio della sua omelia il cardinale Bozanić ha detto che «essere cristiano significa incontro e comunione con la persona di Gesù Cristo, nonché un incontro con la testimonianza dei santi che entrano nella nostra vita».


 
«Il chicco è caduto sulla terra per dare un frutto abbondante. Oggi, il giorno della caduta del chicco sulla terra, siamo riuniti attorno ai suoi resti terreni quale frutto di una nuova presenza del beato Alojzije Stepinac tra di noi. Questa presenza è affiorata nella fede che glorifica il Signore, e noi, in essa, sentiamo una grande consolazione».
 
Parlando della sofferenza del beato Alojzije Stepinac, il cardinale Bozanić ha detto che «l’esempio di Stepinac attira, poiché nel suo comportamento e atteggiamento, nelle sue parole e opere si possono facilmente sentire le preghiere di Gesù: “Padre, glorifica il tuo nome!”.


 
Nell’incontro con la sofferenza, Gesù sa che l’apice non è rappresentato dalla Passione e dalla crocifissione, bensì che la cosa più importante è rimanere accanto al proprio Padre nella fedeltà e nella verità della missione. La Croce è un’umiliazione, e sembra che rappresenti l’opposto della glorificazione. Tuttavia, in realtà l’una illumina l’altra. Gesù si offre al Padre che lo dona a noi, abbandonandolo all’ingiustizia e all'odio umani, all’abbandono, nel quale solamente la fede dice che l’amore del Padre lo risusciterà e lo glorificherà, vale a dire: attraverso di lui dare al mondo una nuova vita. Essa è una gloria non passeggera, poiché attraverso la Croce l’amore di Dio è diventato dolore. Questo è un dolore che nobilita l’uomo, poiché viene accettato e donato, poiché è capace di redimere tutti, perfino chi lo crocifigge».


 
«Se Cristo è nel cuore, non c’è alcuna paura. Riconosciamo questo nelle risposte che il beato Alojzije dava sia agli amici sia ai nemici. Per lui Cristo era tutti, Cristo che è il volto del Padre celeste, e nello stesso tempo anche il volto di ogni uomo. L’arcivescovo Stepinac adorava quella santità e l’adottò nel suo cuore. Se cerchiamo la fonte della forza per le sue risposte e la sua speranza, la troveremo solamente in Cristo».
 
Rammentando le parole del beato Alojzije Stepinac dinanzi al tribunale, il cardinale Bozanić ha detto che egli annuncia a tutti che «dobbiamo essere uomini dalla  coscienza pulita, che cerchiamo sempre di nuovo di modellare la nostra coscienza, e che cerchiamo di armonizzarla con Dio e i Comandamenti di Dio, che la nostra coscienza sia capace di distinguere il bene e il male, che essa scelga sempre la verità contro le menzogne, la giustizia contro l’ingiustizia, l’amore contro l’odio, l’accordo contro la divisione. Preghiamo l’intercessione del beato Alojzije che nella società croata si scopra sempre di più la coscienza quale luogo di ascolto della verità e del bene, luogo di responsabilità dinanzi a Dio e agli uomini, che la coscienza pulita sia il principale fattore per la promozione del bene generale».


 
Il beato Alojzije Stepinac è la nostra bussola affinché sappiamo orientarci, e i punti principali sono la fede in Dio, il rispetto dell’uomo, l’amore verso tutti fino al perdono, l’unità con la Chiesa con a capo il successore di Pietro, il non cedere quando è in questione la verità, poiché la verità non è merce con la quale si può fare commercio.
 
In questo senso, oggi nella società croata, a motivo della responsabilità dinanzi alle nuove generazioni e al futuro per il quale desideriamo che sia liberato dai battibecchi ideologici di utopie andate in rovina, ci è necessaria la chiave di Stepinac per affrontare il passato.
 
«Per noi, fratelli e sorelle, il beato Alojzije è una benedizione in tutto. In tutto! Non dimentichiamolo neppure per un momento. Anche questa celebrazione rafforza la coscienza nella presenza di quella benedizione: anche quando noi stessi dobbiamo soffrire, quando soffrono le persone a noi più care, quando soffre la Chiesa, ovunque si trovino i suoi fedeli. Portiamo quella benedizione, anche quando ci domandiamo perché l’evidente verità sul cardinale Stepinac è così difficile da accettare. Tuttavia, così come abbiamo sottolineato in precedenza, il processo di diverse esplicazioni, soppesamenti e verifiche nei quali siamo immersi prima della canonizzazione del beato Alojzije, mostra sempre più che tutto questo è una benedizione, afffinché si manifestano i pensieri di certi cuori.
 
Quanto più si entra profondamente nelle circostanze e i fatti collegati con il beato Alojzije, si conferma quella sicurezza che manifestarono i fedeli al momento del suo servizio pastorale, della sua esposizione al pubblico ludibrio, della sua cattività e della sua scomparsa. E’ sicurezza dei fedeli, il sentimento per la santità che la Chiesa vive come suo tocco e vicinanza con Dio che non inganna. Il popolo dei fedeli non si è fatto ingannare allora, né si può ingannarlo oggi. Di giorno in giorno, gli avvenimenti confermano che i promotori della falsità mostrano il loro vero volto, e che la menzogna non ha durata.


 
Il popolo sente questo, e questo sentimento si può rafforzare se viene purificato dalla preghiera, dal sacrificio per amore e da una sincera ricerca della verità. Siamo sicuri che il puro sacrificio di Stepinac sarà per il bene e la salvezza anche di coloro che ne parlano male e che cercano di tenere vive menzogne presso l’opinione pubblica per ottenere o conservare un utile terreno».
 
Per il passato è importante cercare la verità e non recedere mai da essa!
 
Rivolgendosi ai fedeli, e soprattutto ai giovani, il cardinale Bozanić ha sottolineato che al nostro tempo la cosa più necessaria è la speranza: «Nella società croata noi cristiani dobbiamo risvegliare la fiducia, diffondere un clima positivo e il rispetto per sé stessi. In quanto cristiani, non dobbiamo mai perdere di vista la meta finale che dà un senso e un valore alla vita, e offre un’ispirazione sicura e profonda per un impegno quotidiano nella trasformazione della nostra realtà.
 
La festa di oggi è un’occasione di verificare nuovamente se il nostro cammino di fedeli è armonizzato con il Vangelo del Signore, e se vediamo dinanzi a noi le tracce per le quali è passato il beato Alojzije seguendo il Signore. In tale bussola guardiamo sia come singoli sia come Chiesa e come popolo».
 
Anche in tempo di cattività totalitaria comunista il beato Alojzije fu una voce di speranza e segno di libertà. La sua personalità collegava i croati in Patria e nell’emigrazione, chi era stato cacciato e chi in Croazia s’impegnava per la libertà conservando l’identità croata religiosa, nazionale e culturale.


 
Il beato Alojzije fu l’ispirazione per gli anziani di resistere, per i giovani di non arrendersi, bensì di impegnarsi con nuovo entusiasmo per il bene del prossimo nel rinnovamento della società. I soldati che difendevano la Croazia si sono spesso rivolti a lui chiedendola sua intercessione; per i coniugi è stato ispirazione per vivere la loro fedeltà; a chi è stato condannato ingiustamente, a chi è stato maltrattato ed escluso è stato consolazione nelle loro prove.
 
Alla fine della sua omelia, rivolgendosi ai fedeli, il cardinale Bozanić ha detto: «Cari fedeli, siamo eredi del dono di Stepinac e dei frutti che sono nati da tale dono! In molti luoghi sono spuntati germogli e gemme. Non dobbiamo lasciarli al freddo e all’incuria. E a noi, alla Chiesa, è stata affidata la motivazione della speranza. Per questo motivo mi fa piacere che tale motivazione della speranza stasera manifestiamo in modo così chiaro. Signore, non permettere che mai siamo confusi».
 
Spesso le mie preghiere sono per le famiglie e i giovani. Prego per loro affinché abbiano la fiducia in Dio, la speranza nella vita e la benedizione dell’Onnipotente. Penso anzitutto a tutti quelli che sono responsabili per la nostra Patria, penso anche a quelli che si trovano nella tentazione di lasciare la Patria. Anche al beato Alojzije fu offerto di andarsene.


 
E si trovò una scusa per potere agire in questo modo. Tuttavia egli restò, affinché molti non fossero confusi, affinché il popolo croato e la Patria non venissero schiacciati e resi desolati. Cari fratelli e sorelle, in questa Santa Messa ringraziamo e preghiamo per tre cose: per una coscienza pulita, per la speranza e per la benedizione. Di questo rifulge la santità del beato Alojzije Stepinac.
 
Alla Messa hanno presenziato il vice-presidente del Parlamento croato, accademico Željko Reiner, il presidente dell’Accademia croata delle scienze e delle arti, accademico Zvonko Kusić, il sindaco di Zagabria, Milan Bandić nonché altri rappresentanti della vita culturale, scientifica e pubblica.
 
Il canto liturgico è stato animato dal Coro della Cattedrale sotto la direzione del maestro Miroslav Martinjak.

Ufficio Stampa dell'Arcidiocesi di Zagabria