Cardinal Müller: La coscienza di Stepinac era senza tempo

9.11.2016.



Siamo grati nell’umiltà alla Provvidenza di Dio che oggi ci riunisce nella gloriosa memoria del beato arcivescovo Alojzije Stepinac - ha detto il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina delle fede, presiedendo, mercoledì 9 novembre 2016, la celebrazione eucaristica in onore del beato Alojzije Stepinac nella cattedrale di Zagabria.
 
All’inizio della celebrazione, l’arcivescovo di Zagabria, cardinal Josip Bozanić, ha rivolto una parola di saluto  dicendo che nella gioia e nella bellezza della nostra santa Chiesa cattolica troviamo molti legami che rafforzano la nostra comunione, e ha ricordato come nella cripta del presbiterio della cattedrale di Zagabria si trovino anche i resti mortali del cardinal Franjo Šeper, predecessore del cardinal Müller quale prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, della cui morte commemoriamo quest’anno il trentacinquesimo anniversario.


 
All’inizio della sua omelia, il cardinal Müller ha trattato dell’ingiusta condanna del regime comunista contro Alojzije Stepinac: «Come Cristo, che fu caricato di una pesante croce nel pretorio di Pilato, egli fu condannato ingiustamente a sedici anni di lavori forzati e a ulteriori cinque anni di perdita dei diritti civili, per poi alla fine - due anni prima dell’espiazione dell’ingiusta condanna, e dopo essere stato avvelenato continuamente - ha reso al Signore la sua anima sofferente».


 
Il cardinale ha sottolineato come il nucleo della confessione di fede degli apostoli che recita: Cristo è Dio, abbia profondamente caratterizzato la vita dell’Arcivescovo, il suo studio e il suo servizio, aggiungendo che Stepinac ha sottomesso a tale confessione di fede le proprie capacità intellettuali. 
 
Infine, ha proseguito che su quella confessione di fede egli ha fondato il suo agire quale pastore e il proprio sacrificio quale sofferente. Alla luce di quella verità, egli ha offerto la propria vita quale segno della propria fede, in questo modo riflettendo, per tutti i fedeli del proprio gregge, inquieto e spaventato dall’agire ingiusto e violento dei detentori del potere, le potenti parole del Signore: «Coraggio, sono io! Non temete» (Mc 6, 50)


 
Di Stepinac ha detto come egli, operando in quattro diversi sistemi politici, abbia avuto la coscienza come immutabile e stabile punto di appoggio, la quale gli è stata il santuario dell’incontro dell’anima con Cristo, credibile voce di Dio che in ogni momento gli permise di distinguere il bene dal male, il vero dal falso, il bello dal brutto, l’unità dalla discordia, la pace da qualsiasi disordine. Con una tale coscienza egli ha servito Dio, la sua Chiesa e la salvezza dell’uomo.
 
Proprio per questo motivo, ritiene il cardinale, l’arcivescovo Stepinac durante la sua vita fu nominato cardinale, e dopo avere lasciato questo mondo, fu proclamato beato e martire dell’unità della Chiesa. La sua coscienza era al di sopra dei tempi, poiché era radicata nell’Eterno: ieri, oggi e sempre la stessa.
 
Il cardinal Müller ha avvertito come in un tempo, nel quale sono eccessivamente cresciuti l’inimicizia e l’avidità, e nel quale - come mai prima - si è sentita la necessità di un Dio vivo che ci ha amato fino alla fine, il beato Alojzije, come il buon Samaritano, con il suo infinito amore e corporeità della sua vita concreta, si è inchinato sui sofferenti, sugli oppressi del suo tempo e su quelli che avevano maggiormente bisogno di salvezza.


 
Concludendo la propria omelia, il cardinale ha ricordato la vera devozione di Stepinac verso la Santissima Vergine, grazie alla quale il popolo croato è stato capace di resistere al male e vivere nel bene.
 
Nella docilità verso la raccomandazione che Maria indirizzò ai servitori a Cana di Galilea, quando disse loro: «Fate quello che vi dirà» (Gv 1, 5), voi, cattolici croati, nonostante le dure prove sofferte negli ultimi decenni, vi siete impegnati nell’annuncio del Vangelo ai poveri e agli oppressi, partecipando alla costruzione di una società pacifica, libera, solidale e giusta, nel rispetto dell’inalienabile dignità di ogni singolo essere umano - ha detto il cardinale Müller ai croati.
 
Prima della benedizione finale, il cardinal Bozanić e il cardinal Müller hanno visitato la tomba del beato Alojzije Stepinac. Il cardinal Bozanić ha ringraziato il cardinal Müller per la sua visita a Zagabria, e ha sottolineato come questa sera, grazie alle sue meditazioni e ai suoi incoraggiamenti, siamo stati in modo particolare in comunione spirituale. Al cardinal Müller è stato consegnato un busto del beato Alojzije Stepinac a ricordo della sua visita in Croazia.


 
Alla concelebrazione eucaristica hanno partecipato il Nunzio Apostolico presso la Repubblica di Croazia, mons. Alessandro D’Errico, alcuni vescovi della Conferenza Episcopale croata e il vescovo della Diocesi di Mostar-Duvno, nonché amministratore apostolico della Diocesi di Trebinje-Mrkan, mons. Ratko Perić, e il vescovo della Diocesi di Cattaro, mons. Ilija Janjić, nonché sacerdoti dell’Arcidiocesi di Zagabria.
 
Oggi in mattinata, al cardinal Müller è stata concessa la laurea ad honorem dell’Università cattolica croata, motivo che ha rappresentato l’occasione della sua visita a Zagabria.
 
Ufficio Stampa dell'Arcidiocesi di Zagabria